Sentenza storica, Agenzia delle Entrate: riguarda i debiti, finalmente addio per sempre

Sentenza storica per l’Agenzia delle Entrate, riguarda la rateizzazione delle cartelle esattoriali: quando il Fisco non può fare nulla.

Dalla Corte di Giustizia di Roma arriva una nuova e storica sentenza che ha dato ragione a un contribuente in debito con il Fisco, il quale non ha potuto saldare il debito, mancando i pagamenti, per cause di forza maggiore. In questo caso, l’Agenzia delle Entrate non ha potuto far decadere automaticamente la rateizzazione delle cartelle esattoriali.

Agenzia delle Entrate uffici
Agenzia delle Entrate uffici (Malaspinahotel.it)

Se fino ad oggi, la decadenza della rateizzazione delle cartelle esattoriali veniva applicata in automatico, da parte del Fisco, una nuova sentenza ora ha stabilito un precedente, dando ragione a un contribuente indebitato e che ha mancato il pagamento delle rate, facendo richiesta per una ulteriore dilazione rateale. Per quale motivo?

Storica sentenza che ribalta le normative del Fisco sulla dilazione delle rate

Secondo le rigide normative introdotte nel 2022, un contribuente indebitato che richiede la ripartizione della somma in rate, può saltare un massimo di otto ripartizioni, anche se distanziate nel tempo. Se si supera tale soglia, ecco che il Fisco stabilisce la decadenza immediata del piano, quindi del pagamento dilazionato. Che cosa significa? Che il cittadino non può più chiedere una nuova dilazione per saldare i debiti.

In tal senso, la normativa è stata pensata per accelerare i procedimenti di riscossione, facendo pressione sui contribuenti. Tuttavia, la recente sentenza ha ribaltato la situazione, prendendo in esame la storia di un contribuente schiacciato dai debiti, ma che non ha potuto pagare in tempo le sue rate per motivi di forza maggiore. In questo caso, la situazione cambia.

Denaro contante
Denaro contante (Malaspinahotel.it)

I motivi di forza maggiore sono, ad esempio, emergenze, malattie, calamità o imprevisti gravi, che impediscono al contribuente di saldare le rate, saltandole. Dunque, come stabilito dalla Corte di Giustizia di Roma, la decadenza non può essere applicata se il mancato pagamento non dipende dal cittadino stesso ma da cause esterne. I giudici devono capire le dinamiche della situazione e le condizioni personali del cittadino, prima di applicare la legge.

La sentenza che ha ribaltato la situazione: i mancati versamenti di un contribuente malato

La sentenza che dà vita a un precedente riguarda un contribuente che ha saltato più di otto rate perché gravemente malato. L’Agenzia delle Entrate – Riscossioni è intervenuta per chiedere il pagamento del debito, facendo decadere il piano senza ulteriori valutazioni. Il cittadino, però, ha spiegato che le motivazioni dei mancati pagamenti sono dovute a un tumore, malattia che lo ha costretto a subire un intervento chirurgico, con conseguente ricovero dalle lunghe tempistiche.

Calcolo delle tasse da pagare
Calcolo delle tasse da pagare (Malaspinahotel.it)

Dunque, per via dei problemi di salute, il cittadino non ha potuto adempiere al suo dovere, dimostrando che non si è trattato di negligenza ma di circostanze imprevedibili, quindi cause di forza maggiore. La Corte ha dato ragione al contribuente, arrestando il procedimento avviato dal Fisco e facendo ripristinare la rateizzazione delle cartelle.

L’Agenzia delle Entrate, dunque, è stata costretta a cancellare il decadimento, avviando una rimodulazione delle rate insolute, tenendo conto delle reali condizioni del contribuente. È un caso importante, perché sottolinea la necessità di avvicinare ente e cittadini, e di applicare la legge in base alle condizioni di vita dei contribuenti e dopo i dovuti accertamenti.

Resta sempre aggiornato sulle ultime novità.
Gestione cookie