A pochi chilometri a nord di Roma, nel cuore della Riserva Naturale del Monte Soratte, si nasconde una delle testimonianze storiche più affascinanti e meno conosciute al grande pubblico di tutto il XX secolo in Italia: le gallerie sotterranee del bunker di Soratte. Scavate nella roccia calcarea del monte, queste gallerie raccontano un pezzo di storia che attraversa il regime fascista, la Seconda Guerra Mondiale e persino la Guerra Fredda, per arrivare ai nostri giorni come museo sotterraneo e percorso della memoria aperto al pubblico.

La storia di questo bunker inizia nel 1937 quando il governo Mussolini avviò un progetto segreto per costruire un rifugio sotterraneo che potesse proteggere l’alto comando militare e le istituzioni più importanti del Paese in caso di attacchi aerei su Roma. I lavori continuarono con grande impegno fino al 1943, portando alla creazione di una complessa rete di gallerie e stanze rinforzate con cemento fino a oltre un metro di spessore.
La storia con la S maiuscola prese una piega particolare l’8 settembre del 1943 e quel bunker divenne fondamentale per i nazisti presenti sul nostro territorio. Il Feldmaresciallo della Wehrmacht Albert Kesselring stabilì infatti in questo luogo il comando supremo delle forze tedesche nel Sud Europa, sfruttando l’imponente rete di tunnel come quartier generale e rifugio durante i bombardamenti alleati.
Cos’è successo al bunker dopo la guerra e come è possibile visitarlo oggi
Dopo la guerra il bunker venne momentaneamente dimenticato, ma durante la Guerra Fredda negli anni sessanta fu riattivato come bunker anti atomico dove avrebbero potuto trovare protezione i più alti componenti del governo italiano e personale della NATO presente nel nostro Paese in caso di conflitto nucleare.
Oggi, quello che un tempo era un luogo segreto e militare è diventato un museo diffuso aperto al pubblico grazie all’impegno dell’Associazione Culturale Bunker Soratte e del Comune di Sant’Oreste. Il percorso di visita si snoda tra quasi cinque chilometri di gallerie, che includono sezioni perfettamente conservate, spazi con allestimenti didattici e perfino elementi di realtà virtuale e ricostruzioni multimediali che aiutano a comprendere i bombardamenti del 1944 e la vita quotidiana all’interno delle fortificazioni. La prenotazione per visitarlo è obbligatoria e va sottolineato che il percorso delle lunghe gallerie sotterranee è percorribile anche con un trenino elettrico che rende l’esperienza adatta anche a chi preferisce un approccio meno faticoso o chi ha difficoltà di deambulazione.





