La psicologia chiarisce tutto: ecco perchè le persone parlano al proprio animale domestico come se fosse un essere umano

Parlare con il proprio animale domestico come se fosse una persona è un’abitudine molto diffusa. Chi tra noi ha un cane o un gatto lo sa bene. Ad un certo punto diventa quasi naturale farlo perchè la razionalità viene meno e sembra proprio che i nostri amici a 4 zampe ci capiscano.

Parlare col proprio animale
Parlare col proprio animale, ecco il parere degli psicologi – www.malaspinahotel.it

C’è chi racconta al cane la giornata appena trascorsa, chi chiede al gatto un parere prima di uscire di casa e chi usa con il proprio animale lo stesso tono affettuoso riservato a un amico o a un familiare. Secondo la psicologia, questo comportamento non è affatto strano né infantile: al contrario, rivela aspetti profondi e interessanti della personalità e del modo in cui gli esseri umani costruiscono legami emotivi.

Parlare col proprio amico a 4 zampe come se fosse umano: il parere degli psicologi

Uno dei concetti chiave per comprendere questo fenomeno è l’antropomorfismo, ovvero la tendenza ad attribuire caratteristiche umane a esseri non umani. Gli psicologi spiegano che si tratta di un meccanismo naturale, legato al nostro bisogno di relazione e di connessione. Quando parliamo al nostro animale come se potesse capirci perfettamente, non stiamo necessariamente credendo che comprenda ogni parola, ma stiamo utilizzando il linguaggio come strumento per creare vicinanza, sicurezza e intimità.

Secondo gli psicologi questa abitudine che per qualcuno può sembrare stravagante è invece associata ad una buona intelligenza emotiva. Le persone che parlano ai propri animali tendono a essere più empatiche, sensibili agli stati d’animo altrui e capaci di riconoscere le emozioni, anche quando non vengono espresse verbalmente. Rivolgersi a un cane o a un gatto come a un essere umano è, in fondo, un esercizio continuo di attenzione emotiva: si osservano segnali, posture, reazioni, imparando a “leggere” l’altro anche senza parole.

Gli effetti positivi su di noi di questo comportamento

Dal punto di vista psicologico è interessante poi concentrarsi anche sugli effetti che questo comportamento ha su di noi. Parlare con un animale infatti può avere anche una importante funzione di regolazione emotiva. Gli animali domestici offrono uno spazio di ascolto privo di giudizio: non interrompono, non criticano, non sminuiscono. Questo li rende interlocutori ideali nei momenti di stress, solitudine o stanchezza mentale. Esprimere pensieri ad alta voce, anche se il destinatario è un animale, aiuta a mettere ordine nelle emozioni e a ridurre la tensione interna.

Un altro aspetto interessante riguarda il legame di attaccamento. Secondo molti studi, il rapporto con un animale domestico può attivare dinamiche simili a quelle dei legami affettivi umani. Parlare all’animale, spiegargli cosa sta succedendo o rassicurarlo è un modo per rafforzare questo legame e sentirsi emotivamente connessi. Non a caso, chi vive da solo o attraversa fasi di cambiamento importante tende a sviluppare una comunicazione più intensa con il proprio animale.

Questo comportamento non è affatto indice di isolamento sociale, come a volte pensa chi lo osserva dall’esterno (e soprattutto chi non ha mai avuto un animale domestico). Al contrario, molte persone che parlano ai propri animali hanno relazioni ricche e soddisfacenti anche con gli altri esseri umani. L’animale non sostituisce le relazioni, ma le integra, offrendo una forma di compagnia diversa, più semplice e costante.

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