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Gli italiani neanche la considerano ma la strada più bella al mondo si trova nel nostro Paese: da visitare assolutamente

Ci sono luoghi che non si visitano: si attraversano. Spazi sospesi tra luce e ombra, dove il tempo sembra rallentare e ogni passo — o meglio, ogni curva — diventa una rivelazione.

Non compaiono quasi mai nelle classifiche più scontate, non sono piazze celebri né monumenti affollati. Eppure custodiscono una forza capace di togliere il respiro.

Gli italiani neanche la considerano ma la strada più bella al mondo – malaspinahotel.it

Pareti di roccia che si chiudono come quinte teatrali, fenditure da cui filtra una luce irreale, silenzi interrotti solo dal vento e dall’eco lontano dell’acqua. Chi si ritrova qui ha spesso la sensazione di essere finito dentro una scena già scritta, come se qualcuno avesse progettato ogni dettaglio per stupire.

Ma cosa sono davvero questi luoghi? E perché chi li percorre ne parla come di un’esperienza che cambia il modo di viaggiare?

Quando l’ingegno umano sfida la natura

All’inizio sembra impossibile dare un nome a ciò che si sta vivendo. Lo spazio si restringe, le pareti si alzano vertiginose e l’orizzonte appare e scompare all’improvviso. Poi, quasi senza accorgersene, si entra in una sequenza di curve, gallerie e scorci che sembrano scolpiti più dalla fantasia che dalla mano dell’uomo.

Strade italiane considerate tra le più spettacolari del mondo – malaspinahotel.it

Solo a metà del percorso arriva la consapevolezza: non è un canyon, né un set cinematografico. È una strada. Una di quelle che trasformano l’asfalto in emozione pura. È qui che il mistero si svela.

Le due strade italiane considerate tra le più spettacolari del mondo

La prima si nasconde tra lago e montagna, in Lombardia. È la Strada della Forra, a Tremosine sul Garda. Costruita all’inizio del Novecento, attraversa una gola profonda scavata dal torrente Brasa, insinuandosi nella roccia con tornanti strettissimi, archi naturali e gallerie scavate a mano.

Il suo fascino è leggendario: Winston Churchill la definì “l’Ottava Meraviglia del Mondo”, e non a caso è stata scelta anche dal cinema internazionale — persino James Bond l’ha percorsa sul grande schermo. Non è una strada qualunque: è un viaggio verticale, intimo, quasi ipnotico, dove il Lago di Garda appare all’improvviso come una visione.

La seconda, invece, punta dritta verso il cielo. A centinaia di chilometri di distanza, tra Lombardia e Trentino-Alto Adige, il Passo dello Stelvio si arrampica fino a 2.757 metri di altitudine, con 48 tornanti leggendari che lo rendono una delle strade alpine più alte e iconiche d’Europa.

Qui il paesaggio cambia a ogni curva: ghiacciai, vette innevate, silenzi assoluti. È una sfida fisica e mentale, amata da motociclisti, ciclisti e viaggiatori di tutto il mondo, simbolo di libertà estrema e coraggio umano.

Due strade, due anime opposte.
Una scavata nella roccia accanto all’acqua, l’altra sospesa tra cielo e neve.
Eppure entrambe raccontano la stessa storia: in Italia persino le strade possono diventare opere d’arte.

Forse è per questo che, guardando una mappa, a volte non conta la destinazione.
Conta il percorso.

Riccardo Sciarretta