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Il borgo magico che in pochi conoscono il cui nome fu ideato da Dante: qui berrete anche uno dei vini più buoni d’Italia

Quando si pensa ai borghi medievali italiani più suggestivi, città come San Gimignano o Monteriggioni spesso rubano immediatamente la scena. Tuttavia, tra le colline venete, esiste un altro gioiello storico che merita di stare accanto ai più celebri borghi italiani: Soave, in provincia di Verona.

Soave – www.malaspinahotel.it

Passeggiare tra le sue mura significa fare un vero e proprio viaggio nel tempo, in un territorio dove la storia, il paesaggio e il vino si intrecciano in un’esperienza unica.

Soave, il borgo magico che deve il nome a Dante Alighieri

Soave è un borgo che ha saputo conservare intatto il suo fascino medievale. Il centro è dominato dall’imponente Castello Scaligero, un’imponente fortezza medievale ampliata da Cansignorio della Scala nel tardo Trecento. Le mura, i camminamenti e le torri offrono una vista spettacolare sui vigneti circostanti e sulle colline che caratterizzano questa porzione di Veneto.

La sua atmosfera invita a una passeggiata lenta tra vicoli acciottolati, piazze di pietra e angoli silenziosi dove il passato sembra non essersi mai affievolito. Il borgo è un perfetto equilibrio tra storia, vita quotidiana moderna e cultura enogastronomica: nelle trattorie e nei locali del centro è possibile assaggiare i prodotti tipici locali e, soprattutto, il celebre vino Soave, uno dei bianchi più apprezzati d’Italia.

Ma cosa c’entra Dante Alighieri con Soave? Secondo la tradizione locale e alcune interpretazioni letterarie diffuse, il poeta trovò protezione proprio presso la famiglia dei Scaligeri — la potente signoria che governava Verona e il territorio circostante — durante il suo esilio da Firenze. In quel periodo, Dante restò affascinato dalla bellezza di questi luoghi e ne trasse ispirazione, tanto da influenzare la percezione storica e narrativa del borgo.

Cosa vedere a Soave

Il simbolo indiscusso del borgo come dicevamo è il Castello Scaligero di Soave, che domina l’abitato dall’alto. Raggiungibile con una passeggiata panoramica o in auto, il castello offre una vista spettacolare sui tetti del paese e sulle vigne circostanti.

Scendendo verso il centro storico, vale la pena percorrere le mura medievali perfettamente conservate, che abbracciano il borgo come un anello protettivo. Passeggiare lungo questi bastioni permette di cogliere l’anima autentica di Soave, fatta di silenzi, scorci suggestivi e ritmi lenti.

Nel cuore del paese si trovano poi Piazza dell’Antenna e Piazza Mercato dei Grani, ideali per una sosta in uno dei bar o delle osterie locali. Da non perdere anche la Chiesa di San Giorgio, con i suoi interni sobri ma ricchi di storia.

Quando andare a Soave

Il periodo migliore per visitare Soave va dalla primavera all’autunno. Tra aprile e giugno il clima è mite e le colline sono verdissime, mentre tra settembre e ottobre il borgo è immerso nell’atmosfera della vendemmia. In estate il paese resta piacevole grazie alla brezza collinare, soprattutto nelle ore serali. L’inverno è più tranquillo e meno turistico, ideale per chi cerca silenzio e autenticità.

Cosa mangiare (e bere)

Soave è sinonimo di vino. Il Soave DOC, prodotto principalmente con uva Garganega, è uno dei bianchi italiani più noti e apprezzati. Molte cantine nei dintorni del borgo offrono degustazioni e visite guidate, spesso immerse tra vigneti panoramici.

A tavola, la cucina locale propone piatti semplici e genuini: risotti, paste fresche, carni bianche e formaggi del territorio, perfetti da abbinare ai vini locali. Le osterie del centro sono ideali per un pranzo informale o una cena rilassata.

Come arrivare e muoversi

Soave è facilmente raggiungibile in auto tramite l’autostrada A4 (uscita Soave–San Bonifacio). In alternativa, è possibile arrivare in treno fino a San Bonifacio e proseguire in autobus o taxi per pochi chilometri. Il borgo è piccolo e completamente visitabile a piedi, un aspetto che rende l’esperienza ancora più piacevole.

Francesco Baglio