Le stufe a pellet sono tra i sistemi di riscaldamento domestico più apprezzati negli ultimi anni: riscaldano bene, hanno un impatto estetico gradevole e — sulla carta — promettono efficienza e costi sotto controllo.
Tuttavia, non è raro sentirsi dire o sperimentare sulla propria pelle che la stufa a pellet consuma più del previsto, lasciando sorpresi chi, poco prima, pensava di aver fatto la scelta giusta per riscaldare la casa in modo economico e sostenibile.
La prima cosa da capire è semplice: il consumo di una stufa a pellet non dipende soltanto dal tipo di macchina o dal prezzo del combustibile, ma da come la si mantiene e come la si utilizza. Ed è proprio qui che molte persone — anche quelle accorte — tendono a sbagliare, dimenticando un aspetto che, in realtà, è il cuore dell’efficienza di una stufa: la manutenzione regolare e accurata.
Quando si parla di manutenzione, spesso si pensa immediatamente a interventi tecnici costosi o complicati. In realtà, alcune operazioni essenziali possono essere svolte con facilità anche da chi non è un tecnico: pulire la cenere dalla camera di combustione, rimuovere i residui nel braciere, controllare che i condotti non siano ostruiti e verificare la corretta alimentazione del pellet sono tutte attività che influiscono profondamente sul consumo di carburante.
Una stufa sporca o intasata deve lavorare di più per produrre la stessa quantità di calore. Il pellet, quindi, viene consumato in quantità maggiore non perché sia di bassa qualità, ma perché l’efficienza della combustione viene compromessa dai residui e dalle scorie che si accumulano. Molti produttori raccomandano di effettuare una pulizia giornaliera della camera di combustione e una pulizia più profonda settimanale o mensile, a seconda dell’uso.
Altro aspetto cruciale è il pellet stesso: non tutto il pellet è uguale. Pellet di qualità inferiore può contenere più umidità o più residui non combustibili, costringendo la stufa a lavorare di più e a consumare maggior quantità di pellet per mantenere la stessa temperatura. Optare per pellet certificato e di buona qualità non solo migliora il rendimento, ma riduce anche la formazione di ceneri e il carico di manutenzione.
La manutenzione non è solo interna. È fondamentale anche controllare lo stato dei tubi di scarico dei fumi e del ventilatore. Se i fumi non scorrono correttamente o se la ventilazione è insufficiente, la combustione si riduce di qualità e la stufa brucia più pellet per compensare. Anche piccole occlusioni o un camino non adeguato possono influire molto sul consumo reale.
Infine, va considerato l’aspetto dell’isolamento dell’abitazione. Una casa ben isolata trattiene meglio il calore e quindi richiede meno sforzo alla stufa. Al contrario, dispersioni termiche — soprattutto da finestre o pareti poco isolate — costringono la stufa a lavorare di più e consumare di più. Nulla ha a che fare con un difetto della stufa, ma con la dinamica di tutto l’ambiente domestico.