Esistono luoghi sulla Terra in cui l’inverno non arriva: è già lì. Non bussa alla porta, non se ne va.
È una presenza costante che plasma il paesaggio, condiziona le abitudini e riscrive le regole della sopravvivenza. In questi posti estremi, il concetto stesso di “vivere normalmente” assume un significato completamente diverso.

Qui il suolo non è affidabile. Non respira, non cambia, non si ammorbidisce mai davvero. È ghiaccio compatto, solido e silenzioso. Un terreno che non perdona errori e che obbliga l’uomo ad adattarsi, pena il crollo letterale delle proprie certezze — e delle proprie case.
Abitare senza toccare terra: quando l’architettura sfida il gelo
In questa città enigmatica, gli edifici non poggiano sul terreno. Sarebbe impossibile farlo. Il calore sprigionato dalle abitazioni scioglierebbe il suolo sottostante, rendendolo instabile e pericoloso. Per questo motivo, le case vengono costruite sollevate da terra, sostenute da lunghi pilastri sottili che le tengono sospese come se galleggiassero nel vuoto.
Anche le infrastrutture seguono logiche impensabili altrove. Tubi dell’acqua, condutture e cavi elettrici scorrono all’esterno, ben visibili, isolati con materiali speciali per evitare che il gelo li blocchi. Qui nulla è nascosto sotto terra, perché sotto terra c’è solo ghiaccio.

La vita quotidiana è un esercizio di resistenza. Nei mesi più rigidi, uscire senza una reale necessità è sconsigliato. Le automobili vengono spesso lasciate accese per ore, per evitare che il motore si congeli definitivamente. Nei mercati, i frigoriferi sono superflui: basta l’aria.
Durante l’inverno, le ore di luce si riducono a circa quattro al giorno, mentre il resto del tempo è avvolto da un buio profondo e silenzioso. Eppure, nonostante tutto, la città continua a vivere.
Il nome svelato: la città più fredda del mondo è Yakutsk
Solo ora si può dire il suo nome: Yakutsk.
Situata nella Siberia orientale, Yakutsk è considerata da molti la città più fredda del pianeta e la più grande mai costruita interamente sul permafrost. Conta circa 300.000 abitanti ed è il capoluogo della Repubblica autonoma di Sacha-Jacuzia, oltre a essere il principale porto sul fiume Lena.
Le temperature invernali sono estreme: il record storico ha toccato -71 °C, mentre tra novembre e febbraio la media resta stabilmente sotto i -24 °C. Gennaio è il mese più crudele, con massime intorno ai -42 °C. Eppure, l’estate ribalta ogni previsione: tra maggio e settembre la temperatura media sale a 13 gradi, con picchi di 24 °C a luglio.
Yakutsk è anche una città antichissima, più vecchia di Novosibirsk e persino di San Pietroburgo. I russi le hanno dato un soprannome curioso e quasi fiabesco: “la città sulle zampe di gallina”, per via dei pilastri che sorreggono le abitazioni.
Un luogo estremo, ostile e affascinante. Dove il gelo domina tutto, ma l’uomo — incredibilmente — ha imparato a restare.





