C’è un errore che migliaia di persone commettono ogni mese, spesso in buona fede.
Succede davanti al bancone della farmacia, quando si estrae il portafoglio e si paga l’importo richiesto senza fare domande. Eppure, per una parte della popolazione, quella spesa non dovrebbe proprio esistere.
Il punto è che non sempre l’informazione arriva in modo chiaro. Tra comunicazioni automatiche, banche dati e requisiti poco noti, molti cittadini finiscono per rinunciare – inconsapevolmente – a un’agevolazione prevista dalla legge da oltre quarant’anni. E no, non si tratta di un bonus una tantum né di una misura sperimentale.
Il sistema sanitario italiano prevede da tempo una serie di esenzioni legate al reddito e all’età, pensate per tutelare le fasce più fragili della popolazione. In teoria, tutto dovrebbe avvenire in automatico: l’Agenzia delle Entrate incrocia i dati fiscali, li trasmette alle Asl e il cittadino non deve fare nulla.
Nella pratica, però, qualcosa può andare storto. Può capitare che l’Asl non riceva correttamente le informazioni aggiornate, oppure che il diritto all’esenzione non venga registrato in tempo. Risultato? Si paga anche quando non sarebbe dovuto.
In questi casi, la legge consente comunque di intervenire: è possibile segnalare la propria situazione alla Asl di riferimento, anche telefonicamente, entro una data ben precisa ogni anno. Un passaggio semplice, ma che pochi conoscono.
Ed è proprio qui che si nasconde il nodo centrale della questione.
Arriviamo al punto che molti ignorano. Superata una certa età, e in presenza di specifici limiti di reddito, scatta un’esenzione importante: non solo sulle visite e sugli esami, ma anche sull’acquisto dei farmaci. In concreto, chi ha più di 65 anni e rientra in una determinata soglia reddituale può ottenere medicinali gratuiti, oltre a non pagare il ticket per prestazioni sanitarie come esami diagnostici, analisi di laboratorio, visite specialistiche e persino accessi al pronto soccorso.
Per usufruire del diritto, nella maggior parte dei casi, basta presentare la tessera sanitaria in farmacia. Nessun modulo complicato, nessuna richiesta preventiva. L’esenzione, però, va rinnovata ogni anno tramite autocertificazione presso la Asl, soprattutto se il sistema automatico non ha aggiornato i dati. C’è di più: alcune agevolazioni si estendono anche ad ambiti meno noti, come le cure termali, per le quali non sempre è richiesta una documentazione medica specifica.
Attenzione però a un dettaglio fondamentale: non tutti i farmaci rientrano nell’esenzione. I medicinali sono divisi in fasce e quelli di fascia C restano a pagamento, mentre su quelli di fascia A possono esistere quote fisse stabilite dalle singole Regioni. Proprio queste differenze regionali, introdotte per far fronte ai bilanci sanitari, contribuiscono a creare confusione. E così, tra norme nazionali e regole locali, molti continuano a pagare senza sapere che, per legge, potrebbero non doverlo fare.
Informarsi, in questo caso, non è solo utile: può fare una grande differenza nel tempo.