Se+imposti+cos%C3%AC+i+riscaldamenti+in+casa+la+bolletta+sar%C3%A0+salatissima%3A+gli+esperti+non+hanno+dubbi
malaspinahotelit
/2026/01/17/se-imposti-cosi-i-riscaldamenti-in-casa-la-bolletta-sara-salatissima-gli-esperti-non-hanno-dubbi/amp/

Se imposti così i riscaldamenti in casa la bolletta sarà salatissima: gli esperti non hanno dubbi

C’è un dettaglio, apparentemente insignificante, che nelle settimane più fredde dell’anno passa inosservato in milioni di case italiane.

Non fa rumore, non lampeggia, non manda notifiche. Eppure incide più di qualsiasi elettrodomestico sulle spese domestiche e sul comfort quotidiano.

Se imposti così i riscaldamenti in casa la bolletta sarà salatissima – malaspinahotel.it

Molti lo superano senza pensarci. Altri lo inseguono convinti che sia la soluzione al freddo che sentono addosso.
Ma pochi sanno che oltre quella soglia il prezzo da pagare è molto più alto di quanto sembri.

Il comfort non è sempre dove pensiamo

Quando fuori le temperature crollano, il gesto è quasi automatico: si gira la manopola, si alza un grado “solo per oggi”.
Il problema è che quel “solo” tende a ripetersi, giorno dopo giorno. E se il freddo non se ne va? La tentazione è spingersi ancora oltre, convinti che il disagio sia colpa di un ambiente troppo freddo. In realtà, spesso, il vero nemico non è la temperatura, ma la dispersione invisibile del calore.

Finestre datate, spifferi impercettibili, muri che non trattengono energia: una casa può sembrare calda sulla carta, ma fredda nella percezione. E in questi casi, aumentare il riscaldamento equivale a riempire un secchio bucato.

Il momento in cui tutto si chiarisce

È qui che entra in gioco quel numero di cui pochi parlano, ma che gli esperti non dimenticano mai. 19 °C. Secondo l’ENEA, questa è la temperatura sufficiente per garantire comfort abitativo nella maggior parte delle abitazioni.
Superarla non è vietato (la normativa italiana fissa il riferimento a 20 °C con una tolleranza di ±2), ma è economicamente pericoloso.

Ogni grado in più può far crescere i consumi energetici fino al 10%, con un impatto diretto e immediato sulle bollette.
In altre parole: 19 °C non è un consiglio, è un punto di equilibrio. Abbassare di uno o due gradi la sera, soprattutto in case ben isolate, permette di sfruttare il calore accumulato durante il giorno. Chiudere tende e persiane diventa allora un gesto strategico, non solo abitudinario.

Il limite da non oltrepassare (per la salute) – malaspinahotel.it

E no, non ha senso “tenere caldi i muri” quando la casa è vuota: se l’isolamento è buono, il risparmio passa dallo spegnere o ridurre, non dal mantenere acceso. I moderni termostati smart fanno il resto, riattivando il riscaldamento poco prima del rientro.

Il limite da non oltrepassare (per la salute)

Risparmiare sì, ma senza esagerare. L’Organizzazione Mondiale della Sanità indica 18 °C come soglia minima per evitare rischi, soprattutto per anziani e persone fragili. Il vero obiettivo, quindi, non è avere caldo a tutti i costi, ma scaldare meglio, solo quando serve e dove serve. Anche perché continuare a riscaldare stanze inutilizzate è uno degli sprechi più comuni – e meno percepiti.

Alla fine, il segreto dell’inverno non sta nel girare la manopola, ma nel conoscere quel numero e rispettarlo.
Perché a volte, un solo grado fa la differenza tra comfort e spreco.

Riccardo Sciarretta